“La comunità educante per essere tale deve essere radicata in un territorio circoscritto, dove poter fomentare quegli elementi di appartenenza identitaria e spirito di comunità, legandoli all’apprendimento formalizzato, a quello informale e non formale ed alla cura dei beni comuni.”
Per far fronte alla crisi sanitaria e sociale, causata dall’emergenza della Pandemia da Covid 19, che ha investito il mondo e che ha determinato una frattura esistenziale, sociale e cognitiva nella crescita dei bambini e dei ragazzi, le scuole e gli enti locali hanno potuto disporre, tra la fine delle lezioni dell’anno scolastico 2020/2021 e l’inizio del 2021/2022, oltre alle risorse ordinarie, di ingenti finanziamenti ministeriali specificamente stanziati.
Gli anni della pandemia hanno creato delle opportunità di crescita tra scuola ed extrascuola, determinando legami profondi tra le comunità educanti.
Ciò ha permesso di promuovere una nuova progettualità integrata territoriale nella quale l’apporto di tutti i soggetti è stato utilizzato e valorizzato per realizzare un inedito ampliamento quantitativo e qualitativo dell’offerta formativa. I fondi ministeriali sono stati assegnati agli Uffici Scolastici Regionali per il sostegno finanziario ai patti di comunità; l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto ha ottenuto circa 600mila euro, finanziamento che ha ripartito con due decreti, n. 3426 dell’11/12/2020 e n. 441 del 22/02/2021, in base al numero degli alunni, alle Istituzioni Scolastiche che hanno presentato istanza di candidatura. Grazie a questo sostegno finanziario 19 Istituzioni Scolastiche venete hanno potuto stipulare specifici patti di comunità, accordi di collaborazione con gli enti locali, con le istituzioni culturali, sportive e del terzo settore, o piani di zona, opportunamente integrati, al fine di ampliare la permanenza a scuola degli allievi, alternando attività didattica ad attività ludico-ricreativa, di approfondimento culturale, artistico, coreutico, musicale e motorio-sportivo.
L’Ic Lozzo Atestino ha avviato il suo Patto educativo di comunità, nel pieno dell’emergenza Covid, fin da maggio 2020, secondo un approccio atipico rispetto agli altri patti educativi di comunità, perchè alla base non vi è un servizio, ma un valore: una scuola sconfinata.
Il patto educativo di comunità integra la necessità della scuola di sintonizzarsi sulle esigenze del territorio e da parte del territorio di captare i brusii dei singoli ciuffi d’erba costituiti dalla sua comunità scolastica.
L’Istituto Comprensivo di Lozzo Atestino è stato il primo Istituto Scolastico in Italia ad essere investito dai tragici e sconvolgenti effetti della pandemia da Covid-19, nei primi mesi del 2020, e dover fare i conti con i cambiamenti epocali provocati dall’emergenza sanitaria. L’Istituto comprende 9 sedi scolastiche, 3 scuole dell’infanzia, 3 scuole primarie e 3 secondarie di primo grado, con una popolazione scolastica di 760 studenti, ed è dislocato su tre comuni, Lozzo Atestino, Cinto Euganeo e Vo’. Si tratta di piccoli comuni, con un’estensione territoriale di 64 Kmq. e una popolazione complessiva di circa 8500 abitanti. Gran parte del territorio è collinare, compreso all’interno del Parco Regionale
dei Colli Euganei, in posizione decentrata rispetto a Padova, il capoluogo di provincia, ai confini con la provincia di Vicenza.
Abbiamo deciso di investire nei patti educativi di comunità con lo scopo di creare una rete di sostegno per le famiglie, contrastare la povertà educativa, migliorare contestualmente le relazioni tra famiglie e territorio esaltando le potenzialità di sviluppo del territorio.
La prolungata chiusura delle scuole ha provocato l’isolamento e la contrazione di relazioni sociali per bambini e adolescenti e ha reso evidente quanto sia importante e decisivo curare la rete di relazioni solidali che possono aiutare chi è più fragile e ha più sofferto durante i mesi di lockdown. Il percorso realizzato si può sintetizzare in 4 fasi.
Fase 1.
Impariamo dagli altri: è la fase dove si è cercato di prendere esempio dalle buone pratiche già in atto, dalla ricerca su esperienze già consolidate di realizzazione di patti educativi di comunità in altre regioni d’Italia (Emilia Romagna, Lombardia, Napoli…), anche attraverso visite in loco del Dirigente Scolastico, docenti e amministratori locali; è la fase in cui si “copia” da best practices per contaminarsi e per definire la linea operativa e gli obiettivi principali per la fase successiva, di costruzione di un patto educativo adatto al contesto dell’IC di Lozzo Atestino.
Questa fase è durata circa due mesi.
Fase 2.
Incontriamo il territorio: è la fase operativa del patto in cui si è fatta la ricognizione delle risorse sociali, civiche, culturali presenti nel territorio e disponibili a costruire insieme una “comunità educante”, attraverso l’integrazione tra i percorsi educativi curricolari ed extracurricolari, in sinergia con il personale docente e le famiglie; si sono definiti dunque obiettivi, spazi, tempi, risorse finanziarie disponibili da enti locali, associazioni, cooperative, centri sportivi, negozi, ecc. per allargare il tempo scuola e il tempo educativo offerto alle bambine e ai bambini dell’Istituto.
In questa fase viene definito il Patto educativo, nel nostro caso si legge testualmente:
Il progetto nasce dal bisogno e dalla volontà della scuola e delle famiglie del territorio di Lozzo Atestino, Cinto Euganeo e Vo’ Euganeo di avere degli spazi dove poter rafforzare l’offerta educativa, ludica e culturale creando dei servizi permanenti di welfare comunitario su base territoriale (approccio olistico), in cui bambini e ragazzi possano, nel dopo scuola e nel periodo di vacanza estiva, ritrovarsi per sperimentare idee, evidenziare il proprio talento, costruire ponti tra quanto appreso a scuola e quanto “fatto” nei laboratori pomeridiani, per costruire competenza, utilizzando le nuove tecnologie, e rispondere alle richieste del territorio, costruendo insieme al territorio.
Il progetto, in unione con altri comuni del territorio dei Colli Euganei, si propone di creare una rete di sostegno alle famiglie per contrastare la povertà educativa, contribuendo a migliorare contestualmente le relazioni tra famiglie e nelle stesse famiglie del territorio, anche esaltando le potenzialità di sviluppo economico del territorio attraverso azioni di rigenerazione territoriale in chiave educante.
Lo spirito con cui nasce questa idea è di crescere con il territorio stesso partendo dai suoi bisogni, utilizzando le tecnologie come volano, come acceleratore di creatività, attraverso la realizzazione di poli operativi e poli comunità.
Si definisce un polo operativo, un luogo fisico in cui poter attivare laboratori musicali, di teatro, dii drammatizzazione, di danza o di sport affini, di educazione alla salute, di espressione delle emozioni (atelier creativi), di coding e stampa 3d, di rafforzamento delle competenze STEM, di lingua straniera con l’attivazione di campus estivi, di attività teatrali e musicali in lingua straniera, di attività di educazione ambientale e di promozione della cittadinanza attiva, l’attivazione di un coro di voci, la creazione di un canale YouTube gestito dagli stessi bambini e adolescenti dove potranno raccontare le loro attività.
Si definisce un polo comunità, uno spazio virtuale nel quale saranno coinvolti più attori possibili, non solo scuola e famiglie, ma anche Chiesa e gruppi parrocchiali, Associazioni e gruppi di volontariato che operano nel territorio, Ente locale con il supporto degli Assessori all’Istruzione e al Sociale, servizi locali dell’U.L.S.S. e dei servizi sociali di ogni Comune coinvolto, famiglie allargate e tutti coloro che vogliono portare il loro contributo. Nel polo comunità la dimensione promozionale che caratterizza il progetto sarà integrata alla dimensione preventiva al fine di riconoscere eventuale difficoltà di ogni famiglia, per avviare percorsi,anche individuali, di prevenzione precoci tramite la pianificazione e la realizzazione di progetti individuali di sostegno, in un’ottica di rigenerazione e di contrasto alla povertà educativa.
Fase 3. Sconfiniamo: dopo la costruzione del patto educativo, si passa alla sottoscrizione dello stesso, tramite intese, accordi e convenzioni con enti locali, associazioni, terzo settore, imprese del territorio. Utilizzando fondi dell’istituzione scolastica e di privati, i patti vengono svolti durante tutto l’anno scolastico, sconfinando nel vicino territorio costituito da agriturismi, musei, fattorie didattiche.
Nella versione estiva il patto viene alimentato con attività didattiche svolti da esperti esterni e dagli stessi genitori. Alcuni esempi di attività: laboratori di creatività, imprenditorialità e artigianato locale con la creta: L’arte del piccolo vasaio veneto, con la creazione di oggetti di argilla; Alla scoperta dei bestiari fantastici, riproduzione di animali, ripresi da bestiari medievali e da ceramiche originali (es. fenice, drago, pecora, colomba, leone, aquila, coniglio), con la tecnica antica della ceramica graffita medievale; • laboratorio ludico “Game Lab”, giochi da tavolo e di ruolo come mezzo per una fruizione del tempo libero dai molteplici benefici per lo sviluppo delle capacità cognitive e dei rapporti sociali; • corso di Chimica e Biologia e applicata per lo sviluppo di competenze trasversali, Scuola di Magia e Stregoneria, con ispirazione dalla celebre saga di Harry Potter, e Laboratorio di fotografia naturalistica per esplorare il territorio, per porre le basi della tecnica fotografica e dell’uso ai fini di comunicazione digitale e social; • Laboratorio di Microscopia e Realtà aumentata, osservazione di piccoli insetti alle foglie di piante tipiche del territorio dei colli euganei attraverso la microscopia e con contenuti digitali in realtà aumentata;laboratorio di ed. stradale con i Go Kart; • laboratorio di inclusione sociale con la Street Dance per apprendere passi e movenze di hip hop con cui esprimere se stessi; • Laboratorio di cucito con realizzazione di manufatti (bambole, borse, gadget) da donare ai bambini dell’Ospedale di Schiavonia (pediatria) o alla Città della Speranza di Padova; • Corso di Robotica Educativa e Tinkering, con Lego Spike, Micro elettronica con Halocode e Littlebits, Stampante e penne 3D e tinkering digitale con materiale di risulta, per avvicinare gli studenti al pensiero computazionale ed alla realizzazione di ausili inclusivi, attraverso la metodologia del design thinking; • Serate Astronomiche di osservazione della Luna e del cielo con l’uso di telescopio e webcam; • Laboratorio di Hackathon: il Comune che vorrei, metodologia del design thinking. • Laboratorio di Cineforum, Laboratorio di tennis, cucina in agriturismo, corsi estivi di recupero degli apprendimenti. I
E ora, a che punto siamo?
Siamo alla Fase 4 quella del Rigeneriamo: si tratta di una fase, che durerà per più anni, in cui si cerca di dare sostenibilità ai nostri patti educativi di comunità, in modo che non si riducano a esperienze estemporanee, centri estivi o attività extrascolastiche, ma bensì possano continuare ad essere operativi anche nel lungo periodo, attraverso un confronto continuo con il territorio.
Nell’Istituto sono stati creati spazi di coworking (per es. la mensa, i laboratori o gli atelier) luoghi attrezzati, spazi belli tra i migliori possibili e strumenti tecnologici innovativi che vengono messi a disposizione di imprese locali, di giovani imprenditori, professionisti, associazioni. Chiunque ha un’idea, può proporla alla scuola per provare a realizzarla insieme.
All’interno del nostro patto educativo di comunità è nato così uno spinoff (unico nel panorama nazionale, dentro una scuola), creative.lab, dove offriamo alle imprese, alle startup, associazioni, ai singoli, spazi di coworking, in comodato d’uso gratuito in cambio di servizi.
Ecco perché la scuola dell’IC di Lozzo è sempre aperta, dal mattino alla sera, a disposizione degli alunni e del territorio. L’idea è che, come richiamato dalla L. 107/2015, la scuola debba essere un ambiente che non può essere abitato solo dagli studenti per le attività didattiche, ma che deve essere vissuta da tutta la comunità. Il patto ha creato servizi permanenti su base territoriale, in cui bambini e ragazzi si ritrovano per sperimentare idee, evidenziare il proprio talento, costruire ponti tra quanto appreso a scuola e quanto “fatto” nei laboratori pomeridiani.
In questi anni abbiamo avviato collaborazioni con startup che hanno realizzato un giardino astronomico interattivo, offerto servizi di minfulness ai docenti, laboratori di microscopia e di scienza, laboratori di yoga e stiamo progettando con musei e aziende per diventare hub si eventi scientifici e culturali.
Il patto educativo di comunità in sintesi è l’immagine di una scuola che si fa servizievole, che applica metodologie innovative e inclusive, che abilita flussi di idee, valori educativi, emozioni, mettendo in connessione parti che apparentemente sembrano sconnesse ma che in realtà non lo sono, per creare qualcosa di unico, come comunità che si prende cura e che ha a cuore i bambini e i ragazzi.
Il territorio rappresenta per la scuola un bacino d’utenza, l’insieme di soggetti che sono direttamente o indirettamente interessati ai processi formativi, un fornitore di servizi. Ma il territorio non è solo questo! “la ricerca più avanzata in campo pedagogico e didattico chiede con insistenza alla scuola di aprirsi al suo territorio nella consapevolezza che il ciuffo d’erba (il naturale: il paesaggio) e il “mattone” (il sociale: il paese-città) scorrono lungo una pellicola culturale che l’allieva e l’allievo possono osservare, capire, modificare attraverso la conoscenza diretta e la partecipazione personale. Da sterile deposito di tradizioni inanimate, il territorio si trasforma, allora, in un giacimento di ricchezze e di opportunità che la scuola deve saper cogliere. Con questi presupposti, qui si delinea un Patto Formativo TERRITORIALE tra la scuola e gli altri soggetti formativi e di approfondire i rapporti tra la scuola e gli enti territoriali, intesi come comunione dei reciproci beni ecologici, sociali e culturali.
Giuseppe Miccichè, Patto territoriale dell’Istituzione scolastica con l’Ente Locale per la realizzazione del POF
Lezioni di scienza e alimentazione con la Coldiretti
Corso di fotografia sui colli euganei, patti educativi di comunità Ic Lozzo Atestino
Laboratorio di cucina in un agriturismo a pochi metri dalla scuola
Lezioni di storia e arte a Villa Venier a Vo’ Vecchio
Risorse utili:
Rapporto Finale del Comitato di esperti istituito con D.M. 21 aprile 2020, n. 203 – Scuola ed Emergenza Covid-19
Il service learning per l’innovazione scolastica, a cura di L. Orlandini, S. Chipa, C. Giunti, Carocci Editore, 2020
L’estate educativa, il libro di raffaele Iosa e Massimo Nutini. http://www.gessetticolorati.it/dibattito/estate-educativa/
https://www.iclozzoatestino.edu.it/didattica/patti-educativi-comunita
Alfonso D'Ambrosio
Dirigente Scolastico